lunedì 9 dicembre 2013

è Natale a casa mia (?)

Ad oggi, 9 dicembre, il mio amato alberello di Natale è ancora ripiegato nella sua bara (?). Se mi affaccio dal balcone vedo lucine ovunque, se rientro in casa mi cade addosso l'angoscia.
Amo il periodo Natalizio. Mi sembra che il mondo diventi più bello, più colorato e più buono.
Fa freddo, vero, ma in fondo a chi importa? Ci si copre di più o, ancora meglio, si sta abbracciati più a lungo.
Il Natale è speranza, sia di avere il regalo richiesto sia di altro.
E' cibo mangiato in abbondanza perchè sì, il 7 Gennaio inizia la dieta mondiale.
E' naso affondato nella sciarpa, regali scambiati col rossore sulle guance, lucine accese ed incantatrici.
E, soprattutto, è riposo e famiglia.
Ah, ci dovrebbero essere più Natali.

lunedì 2 dicembre 2013

dicembre.

Dicembre.
Il mese delle coccole, delle tazze di the bollenti tra le mani, delle coperte tirate fin sopra il naso.
Il mese del sole tiepido sulle guance arrossate dal gelo, delle piogge interminabili, delle maglie messe sul termosifone per provare a riscaldarsi.
Il mese del Grinch, di Mamma ho perso l'aereo, di Babbo Natale che scende dal camino e beve il latte lasciato sul tavolo apparecchiato solo per lui.
Dicembre.
Neve soffice, pandoro, lucine colorate.
Sciarpe calde, cappellini di lana, mani tra le mani.
Sorrisi caldi, abbracci calorosi.
Dicembre, Natale.
Regali sotto l'albero.
Libri, calze, giocattoli.
...
Dicembre, Amore.
Coccole sdraiati sul divano, coperte striminzite per costringersi a stare più vicini.
Baci sulla punta del naso congelato, baci sulle guance rosse e morbide, baci sulle labbra screpolate e al sapore di cioccolata calda.
Mani intrecciate così tanto da far male, serate interminabili davanti al televisore, mentre si ritorna bambini per qualche attimo.
...
All I want for Christmas is you.

sabato 2 novembre 2013

sogni.

Il mondo va avanti. 
Il mondo è sempre andato avanti.
E' assurdo che lo faccia. Tu sei lì a deprimerti, a pensare che nulla ha più senso, e lui continua a girare. 
Il bar dietro l'angolo continua ad aprire alle sette di mattina, tua madre continua a svegliarti alla solita ora, la tua vescica continua a riempirsi in media ogni due ore. 
Pensi che è assurdo, tu sei dilaniata dentro, non sai cosa fare e la confusione regna sovrana in te, sia nel cervello che nel cuore. Vorresti urlare a questo maledetto mondo di fermarsi, un attimo soltanto, perchè devi respirare, ma, ovviamente, lui se ne frega. 
Dopo varie riflessioni sono arrivata alla conclusione che, se si comporta così, è perchè dobbiamo andare avanti. In un modo o nell'altro. Non affogheremo mai, anche se ci sembra di farlo. Il nostro cuore, in realtà, non è ridotto in mille pezzi, ma batte, integro nella gabbia toracica. 
Il problema dell'uomo è che tende a dare una vena romantica a tutto: gli occhi dell'innamorato si trasformano in fari di luce nelle tenebre; la bocca diventa una rosa dai petali color sangue; lo zucchero filato è in realtà una soffice nuvola dolce piena di gioia. Così non facciamo che scadere nel ridicolo, lo sappiamo, ma farne a meno è impossibile. Le romanticherie spesso corrispondono ai sogni e come si fa a smettere di sognare? Anche se fa male, anche se quando ti rendi conto che non si avvereranno mai vorresti soltanto chiudere tutto e infilarti sotto le coperte. E il mondo continua a girare e tu non fai che chiederti come sia possibile. 
La prof di lettere dice che nei temi tendo a farmi trascinare dalla mia vena poetica e perdo il ragionamento iniziale. Probabilmente l'ho fatto anche adesso. Come tutti mi faccio prendere dalla voglia di accostare parole ad effetto e mi giustifico dicendo che invento soltanto perchè so che alla prof, sotto sotto, questa cosa piace. Bugia. Sono una sognatrice nata. Sono sempre persa nel vuoto, a fare, intrecciare e disfare sogni e quando li perdo vado nel panico, chiedo al mondo di fermarsi e lui non lo fa. Allora mi sembra di affogare, ma è impossibile perchè nell'aria non si affoga e questo è soltanto uno dei tanti paragoni assurdi e ridicoli che ho trovato nei tanti libri che ho letto. Mi impongo di smettere, di diventare più realista, e puntualmente non ci riesco. Mi faccio prendere a schiaffi dalla realtà e poi lascio ai sogni il compito di curarmi.
Ho la consapevolezza che non posso restare così per sempre, prima o poi dovrò mettere da parte i sogni, le romanticherie e tutto per affrontare il mondo che continua a girare, ma per adesso, nonostante tutto, sto bene così.  

giovedì 3 ottobre 2013

ottobre.

Primo post di ottobre.
Sono distrutta.
Okay, le due proposizioni (anche se tecnicamente, non avendo il verbo, la prima non lo è) non c'entrano una pippa l'una con l'altra, ma, capitemi, sono sul serio distrutta.
Sono tre giorni che esco alle due da scuola e due che sono costretta a rimanere perchè ho avuto la malsana idea di iscrivermi al corso di teatro per avere credito e torno a casa a pezzi, affamata e assonnata.
Merito un po' di compassione. Non tanta, me ne basta una fetta quasi trasparente.
Ottobre. Non so, non è uno dei miei mesi preferiti. Tra ottobre e novembre, benchè quest'ultimo sia il più criticato e screditato, data la sua nomina di mese mortuario, lo preferisco.
Ottobre non sa di nulla, è un mese di passaggio. Cambia l'orario, il tempo inizia a diventare ingestibile, il sole e il vento spuntano a giorni alterni e io passo tutto il mese raffreddata. E ciò è dovuto al fatto che non sai mai come vestirti, perchè quando metti le magliette a maniche corte si scatenano le trombe d'aria, mentre quando preferisci le maglie un po' più pesanti ci sono quaranta gradi all'ombra. Allora ti metti l'anima in pace, inizi a vestirti a cipolla e te ne vai girando sempre con questa maglietta in più in mano che non fa che strusciarsi per terra.
Odio puro, giuro.
Poi, come se non bastasse, a ottobre sei ancora rincoglionito. Pensi ancora al sole, alla sabbia bollente sotto i piedi, al mare luminoso e fresco davanti ai tuoi occhi, mica ti viene da pensare ai maglioni di lana e ai piumini chiusi a chiave nell'armadio!
E vogliamo parlare dei professori che ti guardano con aria truce perchè non fai che muoverti sulla sedia, o delle interminabili giornate passate in casa a crogiolarsi nella noia, perchè ormai in giro ci sono i soliti quattro gatti e a tua madre non va di uscire presto?
Ottobre è un incubo.

sabato 28 settembre 2013

taedium vitae del sabato.

Sono anormale, ma questo, effettivamente, era stato già appurato.
E' sabato. Chi ama il sabato? Tutti, ovvio.
E' il giorno che segna l'inizio della pausa dalla scuola più lunga della settimana, è il giorno delle feste in discoteca e delle uscite con gli amici. E' il giorno in cui si pensa solo al divertimento, la maggior parte delle volte.
Per me, invece, è il giorno della noia assoluta. Il sabato resto sola in casa, ad anticipare i compiti, a fare quelle faccende che durante la settimana non riesco a fare. Qualcuno potrebbe dire che è il giorno che dedico a me stessa, ma è una bugia. Lo dedico a piangermi addosso, in effetti. 
Odio la solitudine, odio restare sola mentre tutti gli altri vanno a divertirsi. E mi accade tutti i sabati. 
Potrei fare qualcosa per rimediare, vero, ma quando la tua migliore amica, che è l'unica che vorresti sul serio vedere, abita in un altro paese e tu non hai la patente ... beh rimediare è un po' impossibile. 
Questa mattina, appena sveglia, avevo trovato vari progetti: riordinare la sezione quaderni della libreria, riassumere latino e geografia generale, provare a capire qualcosa di filosofia, portarmi avanti con qualche telefilm e magari leggere qualcosa. Ho riordinato la sezione quaderni della libreria, ho guardato la nuova puntata di Glee e poi m'è passata tutta la voglia di fare altro perchè uno sconforto assurdo e idiota si è impossessato di me. 
Delle volte vorrei smetterla di essere invisibile soltanto per non rimanere sola in giorni tristi e noiosi come questo. 

martedì 17 settembre 2013

sono una ragazza che ...

Sono una ragazza che passa perennemente inosservata e fa di tutto perchè accada.
Sono una ragazza lunatica, così tanto che cambio umore, idea e opinione da un momento all'altro.
Sono una ragazza che ha sempre il terrore di deludere tutti, dai genitori alla formica che passeggia indisturbata sul muro.
Sono una ragazza che piange, il giorno dopo ha gli occhi rossi peggio di un pomodoro e sta depressa tutto il tempo.
Sono una ragazza che inizia a fare la stupida nei momenti meno opportuni per far ridere le amiche.
Sono una ragazza innamorata della letteratura italiana.
Sono una ragazza innamorata dei libri.
Sono una ragazza incottata sempre di quello sbagliato.
Sono una ragazza che prima di andare a letto sogna ad un futuro felice.
Sono una ragazza che vorrebbe fare la dolce e romantica, ma si ritrova ad essere delicata come un T-rex.
Sono una ragazza testarda.
Sono una ragazza che odia parlare di sè, e quando lo fa non dice poi molto.
Sono una ragazza che si nasconde dietro falsi profili per provare ad essere se stessa.
Sono una ragazza che parla di cose sporche e ride come una stupida.
Sono una ragazza.

No, non ho il pisellino.

giovedì 12 settembre 2013

lucertola con gli occhiali.

Ecco, sono tornata.
Avrei preferito non farlo, ma vabbeh.
I miei sette giorni da lucertola sono volati come niente, soprattutto gli ultimi quattro.
Un solo verso: mlmlml.
No, non ho sbagliato a contare: dopo i sette giorni di villaggio sono andata a farmi coccolare da nonna u.u
Avevo dimenticato quanto amassi il sole, i ragazzi che non sbagliano neanche un congiuntivo, i ragazzi con i capelli ricci, i ragazzi.
Si, mi sono presa una gigantosferica cotta per un animatore. E' troppo carino lui. Ed è adorabile.
E ha quei riccetti che lo fanno diventare la bella copia del fratello di TelespallaBob.
E basta sbavare porca miseria.
Comunque, oltre a guardare il tipo cercando di non farmi sgamare, oltre a mangiare fino a scoppiare e a rimanere sdraiata ore su lettini a dir poco scomodi, ho anche fatto qualcosa di costruttivo e cioè ho letto. Per i miei standard - per chi non lo sapesse sono una lettrice compulsiva - non ho passato molto tempo con il kobo in mano, ma considerando che i miei occhi cercavano altro, non è andata male.
In ordine, le mie conquiste sono state:
- Bastardo numero uno, Janet Evanovich.
- Hunger Games, Suzanne Collins.
- Black Friars - l'Ordine della Croce, Virginia de Winter.

Bastardo numero uno è il primo di una serie che al momento conta venti libri pubblicati in America e otto in Italia. Un libro semplice, la cosiddetta 'lettura estiva' per eccellenza. Scorre via come nulla e provoca molti sorrisi. Stephanie Plum, la protagonista, è un personaggio divertente, testarda fino in fondo e imbranata, ma è facile affezionarsi. L'avevo adocchiato un po' di tempo fa, ma per un motivo o per l'altro avevo sempre rimandato l'acquisto; a fine agosto però era in promozione e allora ho preso la palla al balzo.
Hunger Games. C'è qualcosa da dire su questo libro che già non si sappia? Credo di essere caduta, come tutti o quasi, nella sua trappola. E' PERFETTO. Ho amato Katniss e la sua determinazione, Peeta e quel sentimento reale trasformato in finzione, Cinna e i suoi costumi, Haymitch e la sua arguzia nel distribuire i doni. E' inutile dire che mentre Katniss e Peeta portavano avanti quella relazione falsa (?) fatta di teneri baci, coccole e abbracci, sorridevo come una cretina imponendomi di non piangere. E' più forte di me, faccio tanto la dura, quella che schifa le relazioni e le cose dolci tra fidanzati, e poi mi sciolgo non appena se ne parla nei libri.
L'Ordine della Croce. Stendiamo un velo pietoso sui miei sentimenti nei confronti di questo libro. Ora, io amo Virginia de Winter. L'ho amata quando era Savannah e mi ha indicato la luce con le sue Dramioni, e l'amo tutt'ora, con questa saga magnifica che non smetterei mai di leggere. Axel, Eloise, Ashton, Sophia, Gabriel ... BRYCE E MORTON! Ceh, il Principe e il BecchinoMaggiordomo: c'è di meglio?
No, scherzi a parte, mi risulta impossibile mettere per iscritto tutti i miei pensieri nei confronti del quarto mattoncino, perciò sappiate che la mia faccia mentre lo compravo, lo leggevo e lo finivo è stata questa:


sabato 31 agosto 2013

Pronti, partenza ... VIA!

Tutti tornano, io parto, logico.
L'ho detto che vado contro corrente!
La valigia è pronta, il kobo é carico. Il telefono no, ma vabbeh.
Ce la posso fare.
Domani, stasera, l'importante è partire.
Partire è anche un po' morire.
Bugia.
Io parto, vado a farmi i miei sette giorni da lucertola e vado a rimettere tutti i kili che ho perso in questi tre mesi. Tutti sulle cosce, yeeeeah!
Sette giorni in cui non dovrò pensare a passare l'aspirapolvere, lavare i piatti, pulire il bagno.
Sbaglio o i Coldplay hanno iniziato a cantare Paradise nella mia camera?



mercoledì 28 agosto 2013

bianco verginella.

Ieri sono andata a prendere la mia nuova Smemo.
Sì, sono fissata con la Smemo da quattro anni. E' l'agenda più figa del mondo e no, non si discute.
La Smemo by Night di quest'anno prevede cinque colori: nero, bianco, celeste, rosso e giallo. Tutti colori primari (?).
La mia Smemo la volevo rossa. Boh, è un periodo che tra rossetti, scarpe, capelli e penne m'ispira tantissimo il rosso. Poi sul profilo fatto dal sito risulta che il rosso è per chi gioca taaaanto a chendicrasc e al tipo che salta sui treni e beh, io sono ossessionata dai quei giochi.
L'ho presa bianca. Rossa non ce n'era. O quei pirla del negozio non l'hanno mai avuta, o se la sono fottutacomprata in tanti. Fanculo.

Ecco il profilo per chi compra la Smemo bianca.
'profilo: se avete scelto il bianco avete sempre ragione. Il cielo è sopra di voi e ha torto, maledettamente. Sapete sempre qual è la cosa giusta. Non fate alcuna fatica a ottenere le cose perché il mondo ve lo deve. Quando avevate 5 anni insegnavate a vostra madre come tagliare le zucchine in modo da sprecare il meno possibile, da sporcare il meno possibile (vostra madre vi ha odiati, ma poi ha cominciato a chiedervi consigli). Avete stile e sobrietà. Classe da vendere. Mi sa che avete pure i soldi. Non posso darvi dei consigli, perché non ne avete bisogno.'

Io non ho sempre ragione. Ceh, mi piacerebbe un casino avere sempre ragione, ma non ce l'ho, punto. Non so mai qual è la cosa giusta infatti vado sempre da mammina a chiedere. O dalla Gnì, che più o meno è lo stesso. A cinque anni - anche a diciotto - non mi sono mai offerta di tagliare una zucchina e proprio ieri papà mi ha dato della 'sprecona'. Lo sono. Non ho stile nè sobrietà, anzi. E i soldi ... lasciamo perdere va, che c'è crisi! 
Poi io non compro mai nulla di bianco! Il bianco ingrassa e ci pensano già i miei fianchi a farlo, non ho bisogno di altro. E poi il bianco è sputtanato: chi ha un iphone ce l'ha bianco, chi ha la 500 nuova ce l'ha bianca, tutti amano il bianco! Eh no, io vado contro corrente e prendo tutto nero, anche le mutande. 
Sento i coretti: 'e perchè non l'hai presa nera la Smemo?'
Perchè la Smemo nera m'intristisce. Sono del parere che la Smemo debba mettere allegria, e già ci pensa il mio intimo a farmi dark. 
E tutto sommato la Smemo bianca posso riempirla di adesivi colorati come se fosse quell'agenda che impazza adesso e che si può pastrocchiare.
E magari inizio proprio adesso:
salutate la Smemina verginella.

lunedì 26 agosto 2013

Le liste rendono felici.

Adoro fare le liste. Ma taaanto, tanto tanto. 
Mi pervade un senso di onnipotenza tutte le volte - e non sono poche - che prendo foglietto e penna e vado giù di punti numerati.
Lista libri cartacei, lista ebook, lista vestiti, lista telefilm fighi da vedere in streaming, lista cazzate varie da comprare. CE LE HO TUTTE. 
E mi sento figa, sì.
Perchè vuoi mettere tutta la figaggine che sta nello spulciare quasi tutto internet per trovare qualcosa di figo o, nel caso dei libri - che sono il mio punto forte - cercare copertina/numerodipagine/prezzo? 'Na figata pazzesca che io passerei tutta la mia vita a fare liste, anche per gli altri. E del periodo natalizio, vogliamo parlarne? Sto lì settimane a fare e rifare la lista per i regali e anche se mi lamento un botto, alla fine mi diverto anche. 
L'ultima lista - risalente a ieri quindi proprio una robina fresca fresca - è quella sugli ebook. 
Ho preso uno dei tanti quadernetti che compro ogni volta che sono da mia nonna - sì, acquisto in modo compulsivo anche quadernetti assurdi -, mi sono armata di penna nera e matita e sono arrivata a quarantadue ebook. E mi sento realizzata perchè ho il kobo da quasi un anno e avrò letto lì su solo una decina di libri, mentre adesso che ho la mia lista posso scegliere tutti i libri che voglio anche a seconda delle mie finanze, che in certi periodo sono nulle, anzi no, nullissime. 
E poi il kobo è di una comodità pazzesca.
Esempio: essendo una lettrice maniacale, ogni volta che parto in vacanza è uno strazio. Non posso portare più di un libro, perchè poi mio padre mi spara, e le mie spalle si distruggono vista la borsa che diventa un'incudine, perciò passo giorni e giorni a rileggere i libri delle mie cugine o, se proprio mi va male, l'etichetta delle bottiglie d'acqua. Ma con il kobo, il mio amatissimo kobo nero - ho una fissazione per gli oggetti elettronici neri - niente più crisi da lettore esaurito: un tocco di polpastrello e leggo qualsiasi cosa mi vada in quel momento! Una figata, l'ho detto. Il kobo e l'iphone sono i due acquisti più geniali che io abbia mai fatto in vita mia. 

domenica 25 agosto 2013

Nostalgia post 'Essenziale Tour'.

Nostalgia post concerto.
Io l'avevo sentita nominare, ma non c'avevo mai creduto: andiamo, ti fai il concerto, due ore di pura felicità magari da condividere e bon, poi te ne torni a casa e riprendi a vivere normalmente.
EH NO. NO, NO, NO.
Vuoi che non avessi mai assistito ad un concerto da quando nessuno mi deve portare più in braccio, vuoi che era il concerto del mio, per sminuirlo, cantante preferito, adesso ci credo. Non riesco neanche ad ascoltare una sola canzone di Mengoni senza ricordare le due ore più bellespettacolarifantastichedelmondo passate con la mia Gnì sotto quel palco superfigo! E chi non ha mai visto il Mengoni non sa cosa si perde, giuro. E' perfetto quel ragazzo. Tant'è che ieri, mentre scleravo con quella povera anima del mio pseudoragazzo sul concerto, non trovavo aggettivi adatti a descriverlo. Perfetto mi pare l'unico non dico adatto, ma quasi.
Aspettavo suddetto concerto da tre anni e mezzo. Al primo tour, cause di forza maggiori mi avevano impedito di parteciparvi [mentre quelle battona della Gnì si è fatta due concerti tra cui uno il giorno del suo compleanno. Grrr.]; al secondo tour pare che nessun palazzetto delle mie zone fosse abbastanza per quei pirla che organizzavano il tutto; al terzo tour, FANCULO TUTTI CE L'HO FATTA! E l'ha detto pure lui che dalle nostre parti se ne fanno pochi di concerti, tant'è.
Io e la Gnì abbiamo preso i biglietti a sessantuno giorni esatti dal giorno x. Non sto qui a dire i countdown, gli scleri e roba varia che hanno preceduto il tutto, ma alla fine siamo riuscite a goderci le nostre due ore di gioia.Nonostante la tristezza per un lutto fresco di giornata e un papà depresso che non faceva che bere, bere e bere.
Non dico che Marco mi ha salvato la vita, non dico che sono innamorata persa di lui [okay, forse un po'], ma posso dire con orgoglio che è un ragazzo importante per me. Non mi ha fatta uscire dal tunnel dell'autolesionismo, della droga o altre cose che dicono quelle stupidine dell'altro fandom di cui, ahimè, faccio parte, ma la sua voce è sempre stato un punto di riferimento. Una canzone, poche note, sono sempre bastate a risollevarmi il morale, soprattutto in quel brutto periodo passato a causa della scuola un paio d'anni fa. E poi, grazie a Marco, io e la mia Gnì siamo diventate inseparabili. E beh, lei è, dopo mia mamma, la donna più importante della mia vita.
E il suo sorriso mentre cantava 20 sigarette e noi con le bacchette (?) alzate per aria, stile Harry Potter.
E le sue lacrime al concerto di Ronciglione, mentre cantava un Natale senza regali.
Ecco, non ci sono più parole, ora.

giovedì 15 agosto 2013

Siamo incapaci di essere amiche, è questa la triste verità.

Ho 'Faithfully' cantata da Rachel/Lea e Finn/Cory come sottofondo. Ho ricominciato ad ascoltare cover fatte da Cory durante Glee da una settimana scarsa e ammetto di essere orgogliosa di me. Insomma, non è mica facile, ma il magone che mi sale quando sento la sua voce è il male minore in quest'ultimo periodo.
C'è un tempo orrendo - se dovesse piovere proprio oggi dopo tutti questi giorni di caldo giuro che m'incazzo - e il vento ha rotto quegli attributi che mi mancano, ahimè, dalla nascita.
Ora, pensandoci, avrei preferito sul serio nascere maschio. E no, non è soltanto perchè avrei evitato i cinque giorni di dissanguamento mensili e tutte quelle altre stronzate che il Presidente ha gentilmente concesso solo a noi femminucce. La realtà è che i maschi se la passano un mondo meglio, in tutti gli ambiti:
- nel lavoro, perchè nonostante tutto la società continua ad essere fondamentalmente maschilista;
- in amore, perchè ho visto tanti maschi bruttini accompagnati a donne bellissime (e stupide, perchè le donne continuano ad intestardirsi nel guardare ciò che c'è dentro un uomo, mentre l'uomo si ferma solo davanti ad un paio di tette grandi);
- in amicizia, perchè tra loro i maschi si accontentano di pacche sulla schiena e partite a calcetto, mentre noi femmine siamo molto più false;
- nel benessere personale, perchè possono mangiare tutto quello che vogliono e non devono preoccuparsi di sembrare una spugna con un elastico attorno.
Mi rendo conto che i punti sopra elencati possano sembrare - o probabilmente lo sono e basta - dei luoghi comuni pensati da tutte le donne e blablabla, ma dal mio punto di vista non sono tanto lontani dalla verità. E ciò che più m'infastidisce è il terzo punto. Perchè per gli uomini, essere amici, è così facile? Perchè io, donna, per creare un'amicizia degna di tale nome e senza segreti/bugie ho dovuto aspettare quindici anni, mentre loro, con chiunque si trovino, riescono a prendere confidenza senza problemi? Forse è vero che noi appartenenti al sesso - mica tanto - debole siamo più complicate. Forse il nostro cervello è così ottuso che siamo in grado soltanto di crearci problemi a vicenda, di farci del male da sole, arrivando a mettere in mezzo anche persone che non c'entrano assolutamente nulla, la cui unica fortuna/sfiga è quella di esserci 'amiche' dalla culla. 
E' durante riflessioni come questa che mi rendo conto di quanto siamo stupide, delle volte. Pensiamo di essere migliori di tutti, di essere mature e ce ne vantiamo perchè lo dicono in molti, ma in realtà non siamo che delle bambine mai cresciute. Non sappiamo essere leali in amicizia la maggior parte delle volte, non sappiamo accettare le sconfitte, programmiamo vendette degne di cartoni animati che potrebbero essere accettate solo in età infantile, e non ci rendiamo conto di quanto stiamo perdendo. Rimaniamo lì a roderci il fegato perchè 'quella ha preferito stare con quell'altra che con me', 'non è giusto che lei abbia un ragazzo e io no', 'il suo vestito è uguale al mio, ora la uccido'; siamo gelose e invidiose le une delle altre, smettiamo di parlarci per idiozie, quando basterebbe soltanto sedersi ad un tavolo - anche i gradini della chiesa vanno bene - per parlare e chiarirsi, anche fino al giorno dopo se serve, ma far finta di nulla, assottigliare la bocca e tirare avanti, convinte di essere nel giusto è molto più facile e probabilmente anche più soddisfacente, perchè si sa, parlare porterebbe non solo al chiarimento, ma anche allo sfascio della nostra assurda convinzione di essere perfette. 


venerdì 26 luglio 2013

... mandatemi ad Hogwarts, sembro più piccola dell'età che ho.


Io ad undici anni aspettavo sul serio la lettera da Hogwarts. Sognavo già il mio letto a baldacchino con le tende rosse (perchè si, pensavo che sarei stata una Gryffindor), il mio gufo (lo volevo nero) e non vedevo l'ora di bere Burrobirra da Madame Rosmerta. Pensavo addirittura che per risolvere i problemi di lingua (io e l'inglese abbiamo sempre avuto un rapporto burrascoso) avrei dovuto bere una pozione particolare tutti i mesi. Tipo l'Antilupo. Peccato che la mia lettera non sia mai arrivata - continuo a ripetermi che un gufo idiota l'abbia smarrita - e che per supplire alla mancanza della vera Hogwarts, io mi sia dedicata a Pottermore. Pottermore che mi ha confusa enormemente visto il suo smistarmi, in ordine, a Gryffindor, Slytherin, Ravenclaw e poi di nuovo Gryffindor. E la cosa è assurda perchè io non mi sento nè coraggiosa, nè ambiziosa, nè tantomeno intelligente. Mi sento solo una larva, idiota tra l'altro. Forse è per questo che il gufo non è mai arrivato a destinazione. Magari era un Gufo Veggente (esistono?) e ha capito che non sarei stata bene in nessuna casa, Hufflepuff compresa perchè sono tutto tranne che buona.
Oh fanculo Gufo idiota, che ne sapevi tu? Magari il Cappello avrebbe creato una casa apposta per me. Una casa che avesse come stemma una larva grigia o chesoio.
Avrei avuto un dormitorio tutto per me - possibilmente ubicato vicino al bagno perchè soffro di pipì nervosa (?) -, avrei avuto un posto microscopico al tavolo degli Hufflepuff che sono tanto gentili e accettano chiunque e okay, ho iniziato a delirare.
Che tu sia maledetto, Gufo Veggente.

martedì 16 luglio 2013

...


Non riesco proprio a smettere di pensare a lui.
A quanto fosse speciale.
A quanto gli volessi bene.
Manca e mancherà sempre.
E tornerò a sorridere, magari non ora, ma lo farò. Promesso, Cory.

domenica 14 luglio 2013

Cory Allan Michael Monteith. (11 Maggio 1982 - 13 Luglio 2013)

Stanotte non sono riuscita a dormire per bene. Incubi, caldo. Insomma una notte da incubo.
Ho sognato una sposa e un serpente che mi mordeva ed ero talmente spaventata che mi sono messa ad urlare nel sonno. Qualcuno mi disse che sognare una sposa porta sfortuna. E il serpente che ti attacca preannuncia sofferenza. A quanto pare i miei sogni sono premonitori.
Credo che la cosa più brutta al mondo sia svegliarsi e scoprire che una persona a cui tenevi tanto è morta. Ti crolla il mondo addosso, ti senti senza forze. Tutto ciò che vorresti fare sarebbe tornare a mettere la testa sotto le coperte e piangere, piangere fin quando non sei ormai disidratato.
Amavo Cory Monteith. 
Amavo il suo sorriso limpido. Amavo la sua voce. Amavo il suo essere alto e goffo.
Amavo i suoi jeans e le camicie a quadri. Amavo il suo amore per Lea.
Odio parlare al passato perchè, in fin dei conti, lo amo ancora.
Non mi sono mai ritenuta una gleek perchè, per quanto mi piacesse Glee, lo guardavo solo per lui. Ogni sua scena, ogni sua canzone erano per me un momento di gioia.
Cory è il ragazzo della porta accanto, quello di cui ti innamori perchè sembra un tontolone e perchè ti fa tenerezza. Quello che vorresti abbracciare in ogni istante e a cui pensi prima di andare a letto.
E sapere che adesso, quel ragazzone, non è altro che un corpo in obitorio fa male. E' brutto dirlo così, lo so, ma è la verità. Non c'è più un sorriso sul suo volto, nè ci sarà mai più.
E' un'intera giornata che tento di capacitarmene, ma non ci riesco. E' più forte di me.
Ho mal di testa, mi bruciano gli occhi e ho il viso gonfio per le troppe lacrime. Mi sento vuota, inutile e no, non è esagerato perchè io quel ragazzo lo amavo sul serio. Mi sarebbe piaciuto incontrarlo, stringerlo forte a me, ma ora penso che mi bastava sapere fosse su questa Terra per stare bene. E ora non ho più neanche questa consolazione ...
E ciò che mi fa più rabbia è che è morto da solo, in una stupida e squallida stanza d'albergo, senza nessuno. Forse se al suo fianco ci fosse stato qualcuno non sarebbe andata così. Forse avrebbe continuato a combattere, non avrebbe lasciato che un solo momento rovinasse tutto. Nulla mi toglie dalla testa che se ci fosse stata Lea al suo fianco, ancora una volta, oggi non ci sarebbe questo vuoto tremendo nel mondo.
Scrivo con 'Can't fight this feeling' come sottofondo. E' la canzone che amo di più, perchè mi ha fatto innamorare della sua voce. Scrivo e non smetto di piangere, perchè Dio, non posso e non voglio ancora crederci. Tante volte mi sono incantata davanti al suo viso, alle sue parole. Tante volte ho chiuso gli occhi immaginando di incontrarlo. Tante volte mi è bastato un video in cui c'è lui per ritornare a sorridere.
Il mio piccolo Cory ... con quella voce meravigliosa che mi fa battere il cuore.
Oggi c'erano i tuoni e chissà, magari eri davvero tu che insegnavi agli angeli a suonare la batteria.
O magari finalmente imparerai a ballare, perchè le nuvole sono un pavimento più comodo.
Mi è sempre sembrato irrazionale credere che qualcuno ci osservi da lassù, ma penso che tu ci sia sul serio. E se non lassù, sei nei nostri cuori. Nei cuori di chi ti amava, ti ama e ti amerà per sempre.
Proprio qui, Cory Monteith, nella parte sinistra del mio petto, che ormai è il tuo regno.
Always.
 

sabato 13 luglio 2013

Hugs.


Io non volevo avere nulla a che fare con lui.
Poi mi ha abbracciato. 

giovedì 11 luglio 2013

Sindrome di Peter Pan.

Me ne sto tranquillamente spaparanzata sul divano quando, dal regno di whatsapp, mi giunge una foto. Tale foto raffigura (raffigurava?) una veduta semi-aerea di una splendida città, con i vari hashtag che i buoni utenti di instagram amano alla follia. Ah, la foto vien fuori dal telefonino di una mia pseudo-cotta che dopo aver passato gli esami di maturità se ne va allegro e pimpante all'università.
Mi piacerebbe poter dire che la tristezza improvvisa sia stata causata dallo scoprire che la suddetta cotta vada via, abbastanza lontano da farmi pensare che non lo rivedrò mai più, ma la questione è ben più grave: un solo anno e toccherà anche a me (se tutto va bene, ovvio) abbandonare il nido e correre a crearmene uno tutto mio. Semplicemente, non voglio.
Mi piace la mia casupola, mi piace la mia vita monotona, fatta per lo più di telefilm, libri, twitter e sms.
Mi piace la mia scuola, mi piace alzarmi presto e prendere il pullman, rimanere seduta per cinque ore accanto alla mia migliore amica. Mi piace non avere ancora tante responsabilità.
Eppure, un anno e tutto cambierà. Dovrò imparare a vivere da sola, a prendere le mie scelte. AD ANDARE A COMPRARE VESTITI SENZA I CONSIGLI DI MAMMA.
Non mi sento grande abbastanza, ecco tutto. Fosse per me guarderei ancora i cartoni animati, porca miseria!
Ho diciotto anni da un mese e mezzo, sto seguendo il corso per la patente, mi trattano tutti -vabbè, quasi tutti- come un'adulta, e se vedo qualcuno della mia stessa età, con il quale magari sono andata a scuola, guidare l'auto, mi stupisco perchè 'diamine, possibile che quello guidi già?'. E tra un po' lo farò anche io.
E' disarmante, sul serio. Anche vedere che mio fratello non è più il bambino incapace di fare discorsi seri, che ora parla addirittura di sesso (s-e-s-s-o. il mio fratellino. oddio.) lo è.
Il mondo si fermi, voglio scendere.

Presentazione? (ahimè i titoli non sono il mio forte.)

Credo avessi un blog su Splinder, qualche tempo fa (?).
Splinder ha fatto una brutta fine, il mio blog l'ha seguito a ruota.
Il problema è che, ripensandoci, mi divertivo a scrivere su quel blog.
Ecco, questo è il motivo per cui apro quest'ennesimo blog/diario online/luogo di sfogo senza remore.

Dimenticavo: sono Mimi/Nemi/Momi/Nana/chiamatemi come vi pare,18 anni buttati nel cesso, studentessa liceale che si appresta ad una lunga tortura, affetta da lunaticità (ma si può dire?) cronica.
Vabbè basta che con le presentazioni sono una schiappa.