lunedì 4 agosto 2014

basta.

Rileggevo i vecchi post e mi sono resa conto che il blog ora ha un anno. Un anno e qualcosina in più e ci sono una cosa come 19 post. Si vede tanto che non sono in grado di essere costante, no?
Ho appena preso una decisione che probabilmente infrangerò fra un paio di giorni, ma okay, l'ho già detto che tendo ad illudermi facilmente. La decisione in questione è che smetterò di preoccuparmi per gli altri. Per chiunque, dalla mia migliore amica alla conchiglia vuota che vegeta sulla mia scrivania. In fondo a che serve? Non riuscirei comunque a cambiare le cose, passerei per la cattiva, perciò basta. Niente più preoccupazioni, ritorno a pensare solo a me stessa e chi s'è visto s'è visto. Oltretutto per pensare agli altri evito di pensare a me ed è il momento che le cose cambino. Mi diventa il sangue acido per chi di me se ne frega, che idiota patentata. No sul serio, andrei soppressa solo per aver infranto la più importante delle leggi sulla sopravvivenza. E va bene che non vai mai fatto qualcosa per avere qualcos'altro in cambio, ma non è assurdo che io stia sempre lì a scervellarmi per trovare soluzioni e poi io debba sbattermela da sola? Sì, è assurdo. Quindi basta. O almeno provo a dire basta. 

venerdì 3 gennaio 2014

2014: 3 di 365

In ritardo di tre giorni, ma tanti auguri di buon anno!
Ogni volta che inizia un nuovo anno, l'atmosfera si riempie di aspettative. Si spera in un anno migliore, pieno di amore, salute, ricchezza. Un anno in cui tutto vada finalmente per il verso giusto.
Sarà che sono un po' cresciutella e che ho acquistato del cinismo a basso prezzo, ma io non ci spero neanche più in tutte queste cose. In un modo o nell'altro accade sempre qualcosa che manda tutto all'aria, quindi perchè ridursi a fare l'illusa come sempre? Ogni tanto bisogna cambiare, no?!
Di solito chi ha un blog inizia l'anno con un post/elenco di buoni propositi.
Io, che sono abbastanza scaramantica, non voglio elencare tutti i buoni propositi di quest'anno: li terrò per me, perchè sono tanti e sono miei. L'unico che mi sento di condividere, più che un buon proposito è la dimostrazione del mio spirito battagliero che mi infastidisce da diciott'anni e sei mesi.
Ho deciso di accettare una sfida. Niente guanti bianchi, niente colpi al primo/ultimo sangue, nulla di truculento: trattasi di carta. O meglio, libri.
La sfida in questione è QUI.
La spiegazione è semplice: la sfida è contro se stessi e consiste nel leggere 50 o più libri in questo 2014. Nulla di più, nulla di meno. Non si vince nulla, ma è un buon allenamento per i lettori che, come me, nel 2013 hanno messo la lettura un po' in disparte.
Per ora nella mia LISTA c'è un solo libro, ma la cosa non mi preoccupa c:
Ce la farà la nostra eroina a vincere?

lunedì 9 dicembre 2013

è Natale a casa mia (?)

Ad oggi, 9 dicembre, il mio amato alberello di Natale è ancora ripiegato nella sua bara (?). Se mi affaccio dal balcone vedo lucine ovunque, se rientro in casa mi cade addosso l'angoscia.
Amo il periodo Natalizio. Mi sembra che il mondo diventi più bello, più colorato e più buono.
Fa freddo, vero, ma in fondo a chi importa? Ci si copre di più o, ancora meglio, si sta abbracciati più a lungo.
Il Natale è speranza, sia di avere il regalo richiesto sia di altro.
E' cibo mangiato in abbondanza perchè sì, il 7 Gennaio inizia la dieta mondiale.
E' naso affondato nella sciarpa, regali scambiati col rossore sulle guance, lucine accese ed incantatrici.
E, soprattutto, è riposo e famiglia.
Ah, ci dovrebbero essere più Natali.

lunedì 2 dicembre 2013

dicembre.

Dicembre.
Il mese delle coccole, delle tazze di the bollenti tra le mani, delle coperte tirate fin sopra il naso.
Il mese del sole tiepido sulle guance arrossate dal gelo, delle piogge interminabili, delle maglie messe sul termosifone per provare a riscaldarsi.
Il mese del Grinch, di Mamma ho perso l'aereo, di Babbo Natale che scende dal camino e beve il latte lasciato sul tavolo apparecchiato solo per lui.
Dicembre.
Neve soffice, pandoro, lucine colorate.
Sciarpe calde, cappellini di lana, mani tra le mani.
Sorrisi caldi, abbracci calorosi.
Dicembre, Natale.
Regali sotto l'albero.
Libri, calze, giocattoli.
...
Dicembre, Amore.
Coccole sdraiati sul divano, coperte striminzite per costringersi a stare più vicini.
Baci sulla punta del naso congelato, baci sulle guance rosse e morbide, baci sulle labbra screpolate e al sapore di cioccolata calda.
Mani intrecciate così tanto da far male, serate interminabili davanti al televisore, mentre si ritorna bambini per qualche attimo.
...
All I want for Christmas is you.

sabato 2 novembre 2013

sogni.

Il mondo va avanti. 
Il mondo è sempre andato avanti.
E' assurdo che lo faccia. Tu sei lì a deprimerti, a pensare che nulla ha più senso, e lui continua a girare. 
Il bar dietro l'angolo continua ad aprire alle sette di mattina, tua madre continua a svegliarti alla solita ora, la tua vescica continua a riempirsi in media ogni due ore. 
Pensi che è assurdo, tu sei dilaniata dentro, non sai cosa fare e la confusione regna sovrana in te, sia nel cervello che nel cuore. Vorresti urlare a questo maledetto mondo di fermarsi, un attimo soltanto, perchè devi respirare, ma, ovviamente, lui se ne frega. 
Dopo varie riflessioni sono arrivata alla conclusione che, se si comporta così, è perchè dobbiamo andare avanti. In un modo o nell'altro. Non affogheremo mai, anche se ci sembra di farlo. Il nostro cuore, in realtà, non è ridotto in mille pezzi, ma batte, integro nella gabbia toracica. 
Il problema dell'uomo è che tende a dare una vena romantica a tutto: gli occhi dell'innamorato si trasformano in fari di luce nelle tenebre; la bocca diventa una rosa dai petali color sangue; lo zucchero filato è in realtà una soffice nuvola dolce piena di gioia. Così non facciamo che scadere nel ridicolo, lo sappiamo, ma farne a meno è impossibile. Le romanticherie spesso corrispondono ai sogni e come si fa a smettere di sognare? Anche se fa male, anche se quando ti rendi conto che non si avvereranno mai vorresti soltanto chiudere tutto e infilarti sotto le coperte. E il mondo continua a girare e tu non fai che chiederti come sia possibile. 
La prof di lettere dice che nei temi tendo a farmi trascinare dalla mia vena poetica e perdo il ragionamento iniziale. Probabilmente l'ho fatto anche adesso. Come tutti mi faccio prendere dalla voglia di accostare parole ad effetto e mi giustifico dicendo che invento soltanto perchè so che alla prof, sotto sotto, questa cosa piace. Bugia. Sono una sognatrice nata. Sono sempre persa nel vuoto, a fare, intrecciare e disfare sogni e quando li perdo vado nel panico, chiedo al mondo di fermarsi e lui non lo fa. Allora mi sembra di affogare, ma è impossibile perchè nell'aria non si affoga e questo è soltanto uno dei tanti paragoni assurdi e ridicoli che ho trovato nei tanti libri che ho letto. Mi impongo di smettere, di diventare più realista, e puntualmente non ci riesco. Mi faccio prendere a schiaffi dalla realtà e poi lascio ai sogni il compito di curarmi.
Ho la consapevolezza che non posso restare così per sempre, prima o poi dovrò mettere da parte i sogni, le romanticherie e tutto per affrontare il mondo che continua a girare, ma per adesso, nonostante tutto, sto bene così.  

giovedì 3 ottobre 2013

ottobre.

Primo post di ottobre.
Sono distrutta.
Okay, le due proposizioni (anche se tecnicamente, non avendo il verbo, la prima non lo è) non c'entrano una pippa l'una con l'altra, ma, capitemi, sono sul serio distrutta.
Sono tre giorni che esco alle due da scuola e due che sono costretta a rimanere perchè ho avuto la malsana idea di iscrivermi al corso di teatro per avere credito e torno a casa a pezzi, affamata e assonnata.
Merito un po' di compassione. Non tanta, me ne basta una fetta quasi trasparente.
Ottobre. Non so, non è uno dei miei mesi preferiti. Tra ottobre e novembre, benchè quest'ultimo sia il più criticato e screditato, data la sua nomina di mese mortuario, lo preferisco.
Ottobre non sa di nulla, è un mese di passaggio. Cambia l'orario, il tempo inizia a diventare ingestibile, il sole e il vento spuntano a giorni alterni e io passo tutto il mese raffreddata. E ciò è dovuto al fatto che non sai mai come vestirti, perchè quando metti le magliette a maniche corte si scatenano le trombe d'aria, mentre quando preferisci le maglie un po' più pesanti ci sono quaranta gradi all'ombra. Allora ti metti l'anima in pace, inizi a vestirti a cipolla e te ne vai girando sempre con questa maglietta in più in mano che non fa che strusciarsi per terra.
Odio puro, giuro.
Poi, come se non bastasse, a ottobre sei ancora rincoglionito. Pensi ancora al sole, alla sabbia bollente sotto i piedi, al mare luminoso e fresco davanti ai tuoi occhi, mica ti viene da pensare ai maglioni di lana e ai piumini chiusi a chiave nell'armadio!
E vogliamo parlare dei professori che ti guardano con aria truce perchè non fai che muoverti sulla sedia, o delle interminabili giornate passate in casa a crogiolarsi nella noia, perchè ormai in giro ci sono i soliti quattro gatti e a tua madre non va di uscire presto?
Ottobre è un incubo.

sabato 28 settembre 2013

taedium vitae del sabato.

Sono anormale, ma questo, effettivamente, era stato già appurato.
E' sabato. Chi ama il sabato? Tutti, ovvio.
E' il giorno che segna l'inizio della pausa dalla scuola più lunga della settimana, è il giorno delle feste in discoteca e delle uscite con gli amici. E' il giorno in cui si pensa solo al divertimento, la maggior parte delle volte.
Per me, invece, è il giorno della noia assoluta. Il sabato resto sola in casa, ad anticipare i compiti, a fare quelle faccende che durante la settimana non riesco a fare. Qualcuno potrebbe dire che è il giorno che dedico a me stessa, ma è una bugia. Lo dedico a piangermi addosso, in effetti. 
Odio la solitudine, odio restare sola mentre tutti gli altri vanno a divertirsi. E mi accade tutti i sabati. 
Potrei fare qualcosa per rimediare, vero, ma quando la tua migliore amica, che è l'unica che vorresti sul serio vedere, abita in un altro paese e tu non hai la patente ... beh rimediare è un po' impossibile. 
Questa mattina, appena sveglia, avevo trovato vari progetti: riordinare la sezione quaderni della libreria, riassumere latino e geografia generale, provare a capire qualcosa di filosofia, portarmi avanti con qualche telefilm e magari leggere qualcosa. Ho riordinato la sezione quaderni della libreria, ho guardato la nuova puntata di Glee e poi m'è passata tutta la voglia di fare altro perchè uno sconforto assurdo e idiota si è impossessato di me. 
Delle volte vorrei smetterla di essere invisibile soltanto per non rimanere sola in giorni tristi e noiosi come questo.