sabato 31 agosto 2013

Pronti, partenza ... VIA!

Tutti tornano, io parto, logico.
L'ho detto che vado contro corrente!
La valigia è pronta, il kobo é carico. Il telefono no, ma vabbeh.
Ce la posso fare.
Domani, stasera, l'importante è partire.
Partire è anche un po' morire.
Bugia.
Io parto, vado a farmi i miei sette giorni da lucertola e vado a rimettere tutti i kili che ho perso in questi tre mesi. Tutti sulle cosce, yeeeeah!
Sette giorni in cui non dovrò pensare a passare l'aspirapolvere, lavare i piatti, pulire il bagno.
Sbaglio o i Coldplay hanno iniziato a cantare Paradise nella mia camera?



mercoledì 28 agosto 2013

bianco verginella.

Ieri sono andata a prendere la mia nuova Smemo.
Sì, sono fissata con la Smemo da quattro anni. E' l'agenda più figa del mondo e no, non si discute.
La Smemo by Night di quest'anno prevede cinque colori: nero, bianco, celeste, rosso e giallo. Tutti colori primari (?).
La mia Smemo la volevo rossa. Boh, è un periodo che tra rossetti, scarpe, capelli e penne m'ispira tantissimo il rosso. Poi sul profilo fatto dal sito risulta che il rosso è per chi gioca taaaanto a chendicrasc e al tipo che salta sui treni e beh, io sono ossessionata dai quei giochi.
L'ho presa bianca. Rossa non ce n'era. O quei pirla del negozio non l'hanno mai avuta, o se la sono fottutacomprata in tanti. Fanculo.

Ecco il profilo per chi compra la Smemo bianca.
'profilo: se avete scelto il bianco avete sempre ragione. Il cielo è sopra di voi e ha torto, maledettamente. Sapete sempre qual è la cosa giusta. Non fate alcuna fatica a ottenere le cose perché il mondo ve lo deve. Quando avevate 5 anni insegnavate a vostra madre come tagliare le zucchine in modo da sprecare il meno possibile, da sporcare il meno possibile (vostra madre vi ha odiati, ma poi ha cominciato a chiedervi consigli). Avete stile e sobrietà. Classe da vendere. Mi sa che avete pure i soldi. Non posso darvi dei consigli, perché non ne avete bisogno.'

Io non ho sempre ragione. Ceh, mi piacerebbe un casino avere sempre ragione, ma non ce l'ho, punto. Non so mai qual è la cosa giusta infatti vado sempre da mammina a chiedere. O dalla Gnì, che più o meno è lo stesso. A cinque anni - anche a diciotto - non mi sono mai offerta di tagliare una zucchina e proprio ieri papà mi ha dato della 'sprecona'. Lo sono. Non ho stile nè sobrietà, anzi. E i soldi ... lasciamo perdere va, che c'è crisi! 
Poi io non compro mai nulla di bianco! Il bianco ingrassa e ci pensano già i miei fianchi a farlo, non ho bisogno di altro. E poi il bianco è sputtanato: chi ha un iphone ce l'ha bianco, chi ha la 500 nuova ce l'ha bianca, tutti amano il bianco! Eh no, io vado contro corrente e prendo tutto nero, anche le mutande. 
Sento i coretti: 'e perchè non l'hai presa nera la Smemo?'
Perchè la Smemo nera m'intristisce. Sono del parere che la Smemo debba mettere allegria, e già ci pensa il mio intimo a farmi dark. 
E tutto sommato la Smemo bianca posso riempirla di adesivi colorati come se fosse quell'agenda che impazza adesso e che si può pastrocchiare.
E magari inizio proprio adesso:
salutate la Smemina verginella.

lunedì 26 agosto 2013

Le liste rendono felici.

Adoro fare le liste. Ma taaanto, tanto tanto. 
Mi pervade un senso di onnipotenza tutte le volte - e non sono poche - che prendo foglietto e penna e vado giù di punti numerati.
Lista libri cartacei, lista ebook, lista vestiti, lista telefilm fighi da vedere in streaming, lista cazzate varie da comprare. CE LE HO TUTTE. 
E mi sento figa, sì.
Perchè vuoi mettere tutta la figaggine che sta nello spulciare quasi tutto internet per trovare qualcosa di figo o, nel caso dei libri - che sono il mio punto forte - cercare copertina/numerodipagine/prezzo? 'Na figata pazzesca che io passerei tutta la mia vita a fare liste, anche per gli altri. E del periodo natalizio, vogliamo parlarne? Sto lì settimane a fare e rifare la lista per i regali e anche se mi lamento un botto, alla fine mi diverto anche. 
L'ultima lista - risalente a ieri quindi proprio una robina fresca fresca - è quella sugli ebook. 
Ho preso uno dei tanti quadernetti che compro ogni volta che sono da mia nonna - sì, acquisto in modo compulsivo anche quadernetti assurdi -, mi sono armata di penna nera e matita e sono arrivata a quarantadue ebook. E mi sento realizzata perchè ho il kobo da quasi un anno e avrò letto lì su solo una decina di libri, mentre adesso che ho la mia lista posso scegliere tutti i libri che voglio anche a seconda delle mie finanze, che in certi periodo sono nulle, anzi no, nullissime. 
E poi il kobo è di una comodità pazzesca.
Esempio: essendo una lettrice maniacale, ogni volta che parto in vacanza è uno strazio. Non posso portare più di un libro, perchè poi mio padre mi spara, e le mie spalle si distruggono vista la borsa che diventa un'incudine, perciò passo giorni e giorni a rileggere i libri delle mie cugine o, se proprio mi va male, l'etichetta delle bottiglie d'acqua. Ma con il kobo, il mio amatissimo kobo nero - ho una fissazione per gli oggetti elettronici neri - niente più crisi da lettore esaurito: un tocco di polpastrello e leggo qualsiasi cosa mi vada in quel momento! Una figata, l'ho detto. Il kobo e l'iphone sono i due acquisti più geniali che io abbia mai fatto in vita mia. 

domenica 25 agosto 2013

Nostalgia post 'Essenziale Tour'.

Nostalgia post concerto.
Io l'avevo sentita nominare, ma non c'avevo mai creduto: andiamo, ti fai il concerto, due ore di pura felicità magari da condividere e bon, poi te ne torni a casa e riprendi a vivere normalmente.
EH NO. NO, NO, NO.
Vuoi che non avessi mai assistito ad un concerto da quando nessuno mi deve portare più in braccio, vuoi che era il concerto del mio, per sminuirlo, cantante preferito, adesso ci credo. Non riesco neanche ad ascoltare una sola canzone di Mengoni senza ricordare le due ore più bellespettacolarifantastichedelmondo passate con la mia Gnì sotto quel palco superfigo! E chi non ha mai visto il Mengoni non sa cosa si perde, giuro. E' perfetto quel ragazzo. Tant'è che ieri, mentre scleravo con quella povera anima del mio pseudoragazzo sul concerto, non trovavo aggettivi adatti a descriverlo. Perfetto mi pare l'unico non dico adatto, ma quasi.
Aspettavo suddetto concerto da tre anni e mezzo. Al primo tour, cause di forza maggiori mi avevano impedito di parteciparvi [mentre quelle battona della Gnì si è fatta due concerti tra cui uno il giorno del suo compleanno. Grrr.]; al secondo tour pare che nessun palazzetto delle mie zone fosse abbastanza per quei pirla che organizzavano il tutto; al terzo tour, FANCULO TUTTI CE L'HO FATTA! E l'ha detto pure lui che dalle nostre parti se ne fanno pochi di concerti, tant'è.
Io e la Gnì abbiamo preso i biglietti a sessantuno giorni esatti dal giorno x. Non sto qui a dire i countdown, gli scleri e roba varia che hanno preceduto il tutto, ma alla fine siamo riuscite a goderci le nostre due ore di gioia.Nonostante la tristezza per un lutto fresco di giornata e un papà depresso che non faceva che bere, bere e bere.
Non dico che Marco mi ha salvato la vita, non dico che sono innamorata persa di lui [okay, forse un po'], ma posso dire con orgoglio che è un ragazzo importante per me. Non mi ha fatta uscire dal tunnel dell'autolesionismo, della droga o altre cose che dicono quelle stupidine dell'altro fandom di cui, ahimè, faccio parte, ma la sua voce è sempre stato un punto di riferimento. Una canzone, poche note, sono sempre bastate a risollevarmi il morale, soprattutto in quel brutto periodo passato a causa della scuola un paio d'anni fa. E poi, grazie a Marco, io e la mia Gnì siamo diventate inseparabili. E beh, lei è, dopo mia mamma, la donna più importante della mia vita.
E il suo sorriso mentre cantava 20 sigarette e noi con le bacchette (?) alzate per aria, stile Harry Potter.
E le sue lacrime al concerto di Ronciglione, mentre cantava un Natale senza regali.
Ecco, non ci sono più parole, ora.

giovedì 15 agosto 2013

Siamo incapaci di essere amiche, è questa la triste verità.

Ho 'Faithfully' cantata da Rachel/Lea e Finn/Cory come sottofondo. Ho ricominciato ad ascoltare cover fatte da Cory durante Glee da una settimana scarsa e ammetto di essere orgogliosa di me. Insomma, non è mica facile, ma il magone che mi sale quando sento la sua voce è il male minore in quest'ultimo periodo.
C'è un tempo orrendo - se dovesse piovere proprio oggi dopo tutti questi giorni di caldo giuro che m'incazzo - e il vento ha rotto quegli attributi che mi mancano, ahimè, dalla nascita.
Ora, pensandoci, avrei preferito sul serio nascere maschio. E no, non è soltanto perchè avrei evitato i cinque giorni di dissanguamento mensili e tutte quelle altre stronzate che il Presidente ha gentilmente concesso solo a noi femminucce. La realtà è che i maschi se la passano un mondo meglio, in tutti gli ambiti:
- nel lavoro, perchè nonostante tutto la società continua ad essere fondamentalmente maschilista;
- in amore, perchè ho visto tanti maschi bruttini accompagnati a donne bellissime (e stupide, perchè le donne continuano ad intestardirsi nel guardare ciò che c'è dentro un uomo, mentre l'uomo si ferma solo davanti ad un paio di tette grandi);
- in amicizia, perchè tra loro i maschi si accontentano di pacche sulla schiena e partite a calcetto, mentre noi femmine siamo molto più false;
- nel benessere personale, perchè possono mangiare tutto quello che vogliono e non devono preoccuparsi di sembrare una spugna con un elastico attorno.
Mi rendo conto che i punti sopra elencati possano sembrare - o probabilmente lo sono e basta - dei luoghi comuni pensati da tutte le donne e blablabla, ma dal mio punto di vista non sono tanto lontani dalla verità. E ciò che più m'infastidisce è il terzo punto. Perchè per gli uomini, essere amici, è così facile? Perchè io, donna, per creare un'amicizia degna di tale nome e senza segreti/bugie ho dovuto aspettare quindici anni, mentre loro, con chiunque si trovino, riescono a prendere confidenza senza problemi? Forse è vero che noi appartenenti al sesso - mica tanto - debole siamo più complicate. Forse il nostro cervello è così ottuso che siamo in grado soltanto di crearci problemi a vicenda, di farci del male da sole, arrivando a mettere in mezzo anche persone che non c'entrano assolutamente nulla, la cui unica fortuna/sfiga è quella di esserci 'amiche' dalla culla. 
E' durante riflessioni come questa che mi rendo conto di quanto siamo stupide, delle volte. Pensiamo di essere migliori di tutti, di essere mature e ce ne vantiamo perchè lo dicono in molti, ma in realtà non siamo che delle bambine mai cresciute. Non sappiamo essere leali in amicizia la maggior parte delle volte, non sappiamo accettare le sconfitte, programmiamo vendette degne di cartoni animati che potrebbero essere accettate solo in età infantile, e non ci rendiamo conto di quanto stiamo perdendo. Rimaniamo lì a roderci il fegato perchè 'quella ha preferito stare con quell'altra che con me', 'non è giusto che lei abbia un ragazzo e io no', 'il suo vestito è uguale al mio, ora la uccido'; siamo gelose e invidiose le une delle altre, smettiamo di parlarci per idiozie, quando basterebbe soltanto sedersi ad un tavolo - anche i gradini della chiesa vanno bene - per parlare e chiarirsi, anche fino al giorno dopo se serve, ma far finta di nulla, assottigliare la bocca e tirare avanti, convinte di essere nel giusto è molto più facile e probabilmente anche più soddisfacente, perchè si sa, parlare porterebbe non solo al chiarimento, ma anche allo sfascio della nostra assurda convinzione di essere perfette.