venerdì 26 luglio 2013

... mandatemi ad Hogwarts, sembro più piccola dell'età che ho.


Io ad undici anni aspettavo sul serio la lettera da Hogwarts. Sognavo già il mio letto a baldacchino con le tende rosse (perchè si, pensavo che sarei stata una Gryffindor), il mio gufo (lo volevo nero) e non vedevo l'ora di bere Burrobirra da Madame Rosmerta. Pensavo addirittura che per risolvere i problemi di lingua (io e l'inglese abbiamo sempre avuto un rapporto burrascoso) avrei dovuto bere una pozione particolare tutti i mesi. Tipo l'Antilupo. Peccato che la mia lettera non sia mai arrivata - continuo a ripetermi che un gufo idiota l'abbia smarrita - e che per supplire alla mancanza della vera Hogwarts, io mi sia dedicata a Pottermore. Pottermore che mi ha confusa enormemente visto il suo smistarmi, in ordine, a Gryffindor, Slytherin, Ravenclaw e poi di nuovo Gryffindor. E la cosa è assurda perchè io non mi sento nè coraggiosa, nè ambiziosa, nè tantomeno intelligente. Mi sento solo una larva, idiota tra l'altro. Forse è per questo che il gufo non è mai arrivato a destinazione. Magari era un Gufo Veggente (esistono?) e ha capito che non sarei stata bene in nessuna casa, Hufflepuff compresa perchè sono tutto tranne che buona.
Oh fanculo Gufo idiota, che ne sapevi tu? Magari il Cappello avrebbe creato una casa apposta per me. Una casa che avesse come stemma una larva grigia o chesoio.
Avrei avuto un dormitorio tutto per me - possibilmente ubicato vicino al bagno perchè soffro di pipì nervosa (?) -, avrei avuto un posto microscopico al tavolo degli Hufflepuff che sono tanto gentili e accettano chiunque e okay, ho iniziato a delirare.
Che tu sia maledetto, Gufo Veggente.

martedì 16 luglio 2013

...


Non riesco proprio a smettere di pensare a lui.
A quanto fosse speciale.
A quanto gli volessi bene.
Manca e mancherà sempre.
E tornerò a sorridere, magari non ora, ma lo farò. Promesso, Cory.

domenica 14 luglio 2013

Cory Allan Michael Monteith. (11 Maggio 1982 - 13 Luglio 2013)

Stanotte non sono riuscita a dormire per bene. Incubi, caldo. Insomma una notte da incubo.
Ho sognato una sposa e un serpente che mi mordeva ed ero talmente spaventata che mi sono messa ad urlare nel sonno. Qualcuno mi disse che sognare una sposa porta sfortuna. E il serpente che ti attacca preannuncia sofferenza. A quanto pare i miei sogni sono premonitori.
Credo che la cosa più brutta al mondo sia svegliarsi e scoprire che una persona a cui tenevi tanto è morta. Ti crolla il mondo addosso, ti senti senza forze. Tutto ciò che vorresti fare sarebbe tornare a mettere la testa sotto le coperte e piangere, piangere fin quando non sei ormai disidratato.
Amavo Cory Monteith. 
Amavo il suo sorriso limpido. Amavo la sua voce. Amavo il suo essere alto e goffo.
Amavo i suoi jeans e le camicie a quadri. Amavo il suo amore per Lea.
Odio parlare al passato perchè, in fin dei conti, lo amo ancora.
Non mi sono mai ritenuta una gleek perchè, per quanto mi piacesse Glee, lo guardavo solo per lui. Ogni sua scena, ogni sua canzone erano per me un momento di gioia.
Cory è il ragazzo della porta accanto, quello di cui ti innamori perchè sembra un tontolone e perchè ti fa tenerezza. Quello che vorresti abbracciare in ogni istante e a cui pensi prima di andare a letto.
E sapere che adesso, quel ragazzone, non è altro che un corpo in obitorio fa male. E' brutto dirlo così, lo so, ma è la verità. Non c'è più un sorriso sul suo volto, nè ci sarà mai più.
E' un'intera giornata che tento di capacitarmene, ma non ci riesco. E' più forte di me.
Ho mal di testa, mi bruciano gli occhi e ho il viso gonfio per le troppe lacrime. Mi sento vuota, inutile e no, non è esagerato perchè io quel ragazzo lo amavo sul serio. Mi sarebbe piaciuto incontrarlo, stringerlo forte a me, ma ora penso che mi bastava sapere fosse su questa Terra per stare bene. E ora non ho più neanche questa consolazione ...
E ciò che mi fa più rabbia è che è morto da solo, in una stupida e squallida stanza d'albergo, senza nessuno. Forse se al suo fianco ci fosse stato qualcuno non sarebbe andata così. Forse avrebbe continuato a combattere, non avrebbe lasciato che un solo momento rovinasse tutto. Nulla mi toglie dalla testa che se ci fosse stata Lea al suo fianco, ancora una volta, oggi non ci sarebbe questo vuoto tremendo nel mondo.
Scrivo con 'Can't fight this feeling' come sottofondo. E' la canzone che amo di più, perchè mi ha fatto innamorare della sua voce. Scrivo e non smetto di piangere, perchè Dio, non posso e non voglio ancora crederci. Tante volte mi sono incantata davanti al suo viso, alle sue parole. Tante volte ho chiuso gli occhi immaginando di incontrarlo. Tante volte mi è bastato un video in cui c'è lui per ritornare a sorridere.
Il mio piccolo Cory ... con quella voce meravigliosa che mi fa battere il cuore.
Oggi c'erano i tuoni e chissà, magari eri davvero tu che insegnavi agli angeli a suonare la batteria.
O magari finalmente imparerai a ballare, perchè le nuvole sono un pavimento più comodo.
Mi è sempre sembrato irrazionale credere che qualcuno ci osservi da lassù, ma penso che tu ci sia sul serio. E se non lassù, sei nei nostri cuori. Nei cuori di chi ti amava, ti ama e ti amerà per sempre.
Proprio qui, Cory Monteith, nella parte sinistra del mio petto, che ormai è il tuo regno.
Always.
 

sabato 13 luglio 2013

Hugs.


Io non volevo avere nulla a che fare con lui.
Poi mi ha abbracciato. 

giovedì 11 luglio 2013

Sindrome di Peter Pan.

Me ne sto tranquillamente spaparanzata sul divano quando, dal regno di whatsapp, mi giunge una foto. Tale foto raffigura (raffigurava?) una veduta semi-aerea di una splendida città, con i vari hashtag che i buoni utenti di instagram amano alla follia. Ah, la foto vien fuori dal telefonino di una mia pseudo-cotta che dopo aver passato gli esami di maturità se ne va allegro e pimpante all'università.
Mi piacerebbe poter dire che la tristezza improvvisa sia stata causata dallo scoprire che la suddetta cotta vada via, abbastanza lontano da farmi pensare che non lo rivedrò mai più, ma la questione è ben più grave: un solo anno e toccherà anche a me (se tutto va bene, ovvio) abbandonare il nido e correre a crearmene uno tutto mio. Semplicemente, non voglio.
Mi piace la mia casupola, mi piace la mia vita monotona, fatta per lo più di telefilm, libri, twitter e sms.
Mi piace la mia scuola, mi piace alzarmi presto e prendere il pullman, rimanere seduta per cinque ore accanto alla mia migliore amica. Mi piace non avere ancora tante responsabilità.
Eppure, un anno e tutto cambierà. Dovrò imparare a vivere da sola, a prendere le mie scelte. AD ANDARE A COMPRARE VESTITI SENZA I CONSIGLI DI MAMMA.
Non mi sento grande abbastanza, ecco tutto. Fosse per me guarderei ancora i cartoni animati, porca miseria!
Ho diciotto anni da un mese e mezzo, sto seguendo il corso per la patente, mi trattano tutti -vabbè, quasi tutti- come un'adulta, e se vedo qualcuno della mia stessa età, con il quale magari sono andata a scuola, guidare l'auto, mi stupisco perchè 'diamine, possibile che quello guidi già?'. E tra un po' lo farò anche io.
E' disarmante, sul serio. Anche vedere che mio fratello non è più il bambino incapace di fare discorsi seri, che ora parla addirittura di sesso (s-e-s-s-o. il mio fratellino. oddio.) lo è.
Il mondo si fermi, voglio scendere.

Presentazione? (ahimè i titoli non sono il mio forte.)

Credo avessi un blog su Splinder, qualche tempo fa (?).
Splinder ha fatto una brutta fine, il mio blog l'ha seguito a ruota.
Il problema è che, ripensandoci, mi divertivo a scrivere su quel blog.
Ecco, questo è il motivo per cui apro quest'ennesimo blog/diario online/luogo di sfogo senza remore.

Dimenticavo: sono Mimi/Nemi/Momi/Nana/chiamatemi come vi pare,18 anni buttati nel cesso, studentessa liceale che si appresta ad una lunga tortura, affetta da lunaticità (ma si può dire?) cronica.
Vabbè basta che con le presentazioni sono una schiappa.